La Diagnosi Energetica: tipologie, modalità e finalità
Scopri cos'è la Diagnosi Energetica, i livelli di approfondimento (LV1, LV2, LV3) e quando è obbligatoria per le imprese. Guida completa all'efficientamento.
Punti Chiave
- 1.La Diagnosi Energetica si divide in tre livelli di profondità crescente (LV1, LV2, LV3)
- 2.Il Modello Dinamico orario offre una precisione superiore rispetto al calcolo standard
- 3.Obbligatoria per Grandi Imprese e Aziende Energivore secondo il D. Lgs 102/2014
- 4.Necessaria per accedere agli incentivi del Conto Termico per specifici interventi
- 5.Deve essere redatta da un EGE (Esperto in Gestione dell'Energia) certificato
Guida completa alla Diagnosi Energetica nel 2026: analizziamo i tre livelli di approfondimento, dal sopralluogo tecnico (LV1) al modello energetico con computo metrico (LV3). Scopri gli obblighi per le imprese energivore, il ruolo dell'EGE e come utilizzare la diagnosi per massimizzare gli incentivi del Conto Termico e ridurre i consumi reali.
Quando si parla di Diagnosi Energetica spesso risulta difficile capire cosa realmente si intende, qual è più giusta redigere o quale sarà il risultato atteso. Si possono identificare tre diversi livelli di approfondimento di Diagnosi Energetica andando ad inquadrare le esigenze e le necessità del committente. Oltre ai tre livelli, una Diagnosi Energetica può avere anche altre accezioni. Uno stesso livello di Diagnosi può inoltre essere eseguita con calcoli standard o con in regime dinamico orario. Facciamo un po’ di chiarezza!
1. Diagnosi Energetica Walk-Through (LV1)
Un primo approccio di analisi può essere effettuato tramite una Diagnosi Energetica Walk-Through (DIAGNOSI ENERGETICA - LIVELLO 1).
Questo tipo di Diagnosi consiste in un sopralluogo tecnico presso l’immobile per studiare lo stato di fatto e individuare le problematiche presenti a livello energetico. Nella Diagnosi Energetica sarà inoltre riportata un’indicazione dei possibili interventi migliorativi per l’efficientamento energetico ed eventuali soluzioni per ottimizzare l’impianto e ridurre i consumi.
In una Diagnosi Energetica di Livello 1 non è presente un modello energetico dell’edificio. La diagnosi viene effettuata alla luce del sopralluogo, spesso con l’uso di sistemi di monitoraggio o di misura in loco, a cui segue una valutazione tecnica di un esperto del settore. In una Diagnosi di questo tipo, sebbene sia un primo approccio all’efficientamento dell’immobile, risultano fondamentali le competenze e l’esperienza del tecnico. Spesso per questo tipo di Diagnosi, come anche per quelle più avanzate, è buona norma affidarsi a figure certificate come l’EGE (Esperto in Gestione dell’Energia).
Questo tipo di Diagnosi Energetica comprende i seguenti step:
Diagnosi Energetica – Livello 1
- Sopralluogo tecnico dell’edificio e del sistema impiantistico
- Analisi della documentazione tecnica a disposizione e dei consumi
- Analisi e verifica del corretto funzionamento del sistema edificio-impianto
- Relazione tecnica con riportato lo stato di fatto, le eventuali anomalie riscontrate, le proposte di interventi migliorativi e le soluzione correttive per il risparmio energetico.
2. Diagnosi Energetica con modello energetico (LV2)
Nel caso sia necessaria un’analisi più dettagliata è possibile effettuare una Diagnosi Energetica con modello energetico. (DIAGNOSI ENERGETICA – LIVELLO 2).
Questo tipo di Diagnosi consiste nell’effettuare, oltre quanto già presente in una Diagnosi di primo livello, un'analisi più approfondita oltre che un modello energetico dell’immobile. Un’analisi di questo tipo permette di calcolare il fabbisogno termico dell’edificio (ovvero quale potenza dovrebbe avere l’impianto per riuscire a riscaldare e/o raffrescare correttamente gli ambienti). Permette inoltre di valutare i migliori interventi di riqualificazione in termini di costi-benefici partendo da una stima dei costi degli interventi e il risparmio energetico calcolato dal modello.
Il modello energetico può essere effettuato con due modalità di calcolo: Standard e Simulazione Dinamica. In alcuni casi è necessario effettuare entrambe le modalità di calcolo. Vediamo insieme le differenze, i pro e i contro.
Modello energetico Standard (UNI TS 11300)
Un modello energetico dell’edificio secondo lo standard normativo (UNI TS 11300) è quello che viene solitamente utilizzato per calcolare la classe energetica e/o verificare i requisiti minimi in caso di interventi di efficientamento energetico (Relazione ex L10).
Questo tipo di calcolo non riproduce fedelmente il comportamento dell’edificio dal punto di vista dei consumi in quanto è effettuato considerando un uso standard (e non reale). In questo tipo di calcolo tanti consumi vengono inoltre ignorati (come ad esempio l’illuminazione nel caso di destinazione residenziale, apparecchiature come elettrodomestici e computer, ascensori, altri carichi elettrici presenti ecc).
Il modello energetico standard serve quindi ad avere una stima degli interventi migliorativi possibili verificando gli aspetti normativi e calcolando la classe energetica che si può ottenere.
Modello energetico in Simulazione Dinamica
Un modello in Simulazione Dinamica permette di valutare in modo molto realistico e con livelli di precisione elevati il comportamento energetico dell'edificio, non considerando un utilizzo standard da normativa ma il reale utilizzo orario durante tutto l'anno. Tutto questo porta a valutazioni più accurate che permettono di calcolare al meglio i risparmi e i benefici ottenibili dagli interventi proposti. Una modellazione di questo tipo permette inoltre di valutare anche le migliori strategie per ottimizzare il funzionamento del sistema edificio-impianto.
Con la simulazione dinamica il fabbisogno energetico (soprattutto per il raffrescamento) è calcolato su base oraria e non su media mensile. Tanti aspetti energetici inoltre possono essere valutati solamente con la simulazione dinamica.
EnUp per questo tipo di calcolo utilizza IDA ICE (Indoor Climate and Energy), un software avanzato di simulazione dinamica. Se vuoi saperne di più, trovi qui un approfondimento: Software IDA ICE.
Con un software come IDA ICE è possibile tarare il modello rispetto ai consumi reali, soprattutto se la Diagnosi Energetica è accompagnata da un sistema di monitoraggio e misure in loco. In questo modo il modello diventa un "Digital Twin" (così come suggerisce la nuova direttiva europea EPBD), ovvero un gemello digitale dell'edificio che segue l'edificio prima e dopo gli interventi permettendo di valutare in anticipo e con grande accuratezza gli effetti degli interventi da effettuare, siano essi di gestione o realizzativi.
Quando è necessario usare entrambi i modelli?
Saranno necessari entrambi i modelli nel caso in cui si voglia valutare con accuratezza i risultati ottenibili avendo quindi una garanzia sui reali costi-benefici (Simulazione Dinamica) e allo stesso tempo valutare gli aspetti normativi per l’esecuzione delle opere e la classe energetica (Standard UNI TS 11300).
Di seguito riporto una tabella esaustiva che riporta le differenze tra una Diagnosi Energetica di secondo livello in modalità standard, in modalità dinamica e con entrambe le soluzioni (plus).

3. Diagnosi Energetica con modello energetico e computo (LV3)
Una Diagnosi Energetica di Livello 3 permette, oltre a quanto già presente nel Livello 2, di avere un’indicazione di prezzo dettagliata grazie alla redazione di un computo metrico estimativo delle opere di riqualificazione e di un capitolato speciale d’appalto. Spesso una Diagnosi di questo tipo è accompagnata da un’offerta a cui può seguire direttamente l’esecuzione delle opere. Il tutto sempre valutando la fattibilità dell’intervento sia in termini tecnici che secondo la normativa vigente.
Anche in questo caso, comprendendo il Livello 2, è presente il modello energetico che può essere in regime standard, in simulazione dinamica o entrambi a seconda delle esigenze.
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4. Diagnosi Energetica Audit 102 ENEA
La Diagnosi Energetica risulta obbligatoria, secondo la normativa europea e il D. Lgs 102/2014, per Aziende Energivore o per Grandi Imprese.
Per Aziende Energivore si intendono quelle imprese che hanno:
- Consumi annuali di energia per lo svolgimento della propria attività uguali o maggiori a 1 GWh (1.000.000 kWh).
Per Grandi Imprese si intendono quelle imprese che hanno:
- più di 250 persone il cui fatturato annuo supera i 50 milioni di euro e il cui totale di bilancio annuo supera i 43 milioni di euro;
- più di 250 persone e il cui fatturato annuo supera i 50 milioni di euro;
- più di 250 persone e il cui totale di bilancio annuo supera i 43 milioni di euro.
Le imprese devono possedere questi requisiti nei due esercizi precedenti l’anno in cui si richiede la diagnosi.
In questo contesto risulta fondamentale che il tecnico che redige la Diagnosi Energetica sia un EGE certificato.
EnUp segue l’iter tecnico-burocratico per ottemperare a tutti gli obblighi normativi. L’utilizzo della simulazione dinamica permette inoltre di valutare in dettaglio e in modo fedele i possibili interventi migliorativi. A volte potrebbe essere necessario effettuare una clusterizzazione ovvero, nel caso di imprese multi sito, individuare le sedi più rappresentative che saranno oggetto di Diagnosi.
Per saperne di più qui trovate un nostro articolo di approfondimento: Diagnosi Energetica obbligatoria per le imprese.
Si precisa inoltre che a breve ci sarà un aggiornamento legislativo che amplierà la platea di aziende obbligate e renderà obbligatori i Sistemi di Gestione dell'Energia (SGE) per imprese ad alto consumo.
5. Diagnosi Energetica – Conto Termico
La Diagnosi Energetica deve essere effettuata obbligatoriamente anche, per alcune tipologie di interventi, per il Conto Termico.
Una Diagnosi Energetica Conto Termico può essere assimilata a una Diagnosi Energetica di Livello 2, ovvero con il modello energetico.
Il decreto Conto Termico riporta infatti che gli interventi “devono essere correttamente dimensionati, sulla base della normativa tecnica di settore, in funzione dei reali fabbisogni di energia termica.”. E’ necessario quindi calcolare le potenze termiche realmente necessarie sulla base di quanto calcolato da un modello energetico.
Le spese per la diagnosi e la certificazione energetica, quando obbligatorie, sono incentivate:
- Al 50% per i soggetti privati, le Cooperative di abitanti e le Cooperative sociali
- Al 100% per gli edifici pubblici adibiti ad uso scolastico, su strutture ospedaliere pubbliche, comprese quelle residenziali, di assistenza, di cura o ricovero del Servizio Sanitario Nazionale.
Per saperne di più qui trovate un nostro articolo di approfondimento: Conto Termico: come funziona, vantaggi e prospettive
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Domande Frequenti
Qual è la differenza tra APE e Diagnosi Energetica?
L'APE valuta l'uso standard di un immobile, mentre la Diagnosi analizza l'uso reale per individuare interventi concreti di risparmio su misura.
Chi è obbligato a fare la Diagnosi Energetica?
Le Grandi Imprese e le aziende energivore con consumi annui superiori a 1 GWh, come previsto dal D. Lgs 102/2014.
Cos'è la simulazione dinamica oraria?
È un calcolo avanzato che analizza il comportamento dell'edificio ora per ora durante tutto l'anno, garantendo precisione elevata.
Quali sono i costi incentivati dal Conto Termico per la Diagnosi Energetica?
Le spese sono incentivate al 50% per privati e al 100% per edifici pubblici come scuole e ospedali.






